Pavia da scoprire

Cosa vedere a Pavia

Esplora Pavia con UniHo Hostel: Scopri la Storia e i Luoghi Imperdibili!
Benvenuti a Pavia, una città ricca di storia e bellezze da scoprire! Presso UniHo Hostel, ti offriamo non solo un luogo accogliente dove dormire, ma anche la guida perfetta per esplorare questa affascinante destinazione. In questo articolo, ti racconteremo la storia di Pavia e ti suggeriremo i luoghi da non perdere, dal cuore del centro storico fino alla meravigliosa Certosa. Scopri con noi l’autentica essenza di Pavia e rendi il tuo viaggio indimenticabile!

Pavia, un Tesoro Culturale Sottovalutato a Due Passi da Milano

Spesso eclissata dalla vicina Milano, la città di Pavia si rivela un autentico scrigno di arte e cultura. Tra le sue strade e piazze, si celano mille angoli pronti a narrare pagine cruciali della storia lombarda e italiana. Invito voi a esplorarla e a scoprire il fascino nascosto di questa gemma culturale. Esplora Pavia: Un Viaggio Attraverso la Storia e le Meraviglie da Non Perdere.

Storia di Pavia: Dalle Origini a Oggi

Pavia, dalle sue origini, rivela una storia affascinante e complessa che spesso sfugge all’attenzione. Fondato dai Romani come Ticinum, divenne presto un importante centro di riferimento grazie alla sua zecca, fornendo monete per l’intero territorio. Tuttavia, la fortuna di Pavia ebbe un brusco declino nel Quinto secolo a causa dei saccheggi di Attila e Odoacre, segnando la fine dell’Impero Romano d’Occidente.

Basilica di San TeodoroUniversità di Pavia

Conquistata dai Longobardi nel 572 e trasformata in capitale, Pavia mantenne il dominio fino al 774 quando passò nelle mani di Carlo Magno. Durante il regno carolingio, la città confermò il suo ruolo centrale, coronando i successivi Re d’Italia. Successivamente coinvolta nelle lotte tra Federico Barbarossa e la Lega Lombarda, Pavia, nel 1359, cadde sotto il dominio dei Visconti, entrando nell’orbita di Milano. Il Quattrocento segnò una nuova era di prosperità grazie alla fondazione dell’Università e della Certosa, diventando un centro culturale e politico di rilievo. Nel 1515, Pavia fu conquistata da Francesco I di Francia, dando inizio a anni di lotte culminate nella famosa Battaglia di Pavia nel 1525, vinta dall’Impero asburgico. Dal Cinquecento all’Ottocento, Pavia rimase sotto dominio straniero, passando tra austriaci, spagnoli e francesi. Nel 1859, entrò a far parte del Regno di Sardegna, diventando un importante centro culturale grazie all’antica università. Durante la prima metà del Novecento, Pavia fu teatro di conflitti tra socialisti e fascisti, culminando nel “biennio nero” del 1922.

Duomo di PaviaPiazza della Vittoria

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Pavia non conobbe la pace nemmeno dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. I tedeschi occuparono la città, portando alla riunione del fascio repubblicano. Nel 1945, i partigiani liberarono la città dalla presa fascista prima dell’arrivo degli Alleati il 30 aprile.

Basilica di San Pietro in Ciel D'Oro: Un Capolavoro Storico da Scoprire

Basilica di San Pietro in Ciel D'Oro

Risalente all’Ottavo secolo, durante il dominio Longobardo, la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro è nata sul luogo di sepoltura di San Severino Boezio. Originariamente concepita per accogliere le spoglie di Sant’Agostino, si trasformò rapidamente in un monastero di rilevanza culturale e religiosa. Tuttavia, le lotte politiche e l’emigrazione di numerosi religiosi causarono danni significativi alla chiesa, che fu poi ristrutturata e consacrata da Papa Innocenzo II nel 1132. Menzionata anche da Dante nella Divina Commedia, la Basilica, sotto il dominio visconteo, divenne il luogo di sepoltura della dinastia meneghina e di figure politiche di spicco dell’epoca. La chiesa mantenne questa funzione fino alla creazione della Certosa. Nonostante i danni subiti nel corso dei secoli, nel 1875 l’edificio fu parzialmente ricostruito e restaurato dopo essere stato abbandonato a seguito dell’arrivo delle truppe napoleoniche nel 1796. Riaperta nel 1896, la basilica presenta oggi una fusione di stili che spaziano dal romano al longobardo, passando per il neogotico. Conserva ancora la cripta con i resti di Severino Boezio e l’arca gotica contenente le spoglie di Sant’Agostino. Quest’ultima, per anni ospitata nel Duomo in attesa della conclusione dei lavori di restauro, è stata infine ricollocata nella basilica. La Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro: Orario Apertura ogni giorno dalle 8:30 – 12:00 e 15:30 – 19:00 Vai sul sito web della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

Castello Visconteo a Pavia: Storia, Arte e Cultura Nel Cuore della Città


Situato a breve distanza dalla maestosa Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, il Castello Visconteo si erge come una testimonianza vivente della storia di Pavia. Commissionato da Galeazzo II nel 1360, insieme a un vasto parco di caccia che si estendeva fino alla Certosa, questo castello è oggi un affascinante spaccato del passato, con parte del suo antico splendore conservato nell’area naturale protetta del Parco della Vernavola. Sebbene Milano fosse il centro politico e militare principale, il Castello di Pavia prosperò dal punto di vista artistico e culturale. Caratterizzato da affreschi, residenze signorili, spazi per la vita mondana della corte e cappelle di rilevanza storica, tra cui quella che celebrò il matrimonio tra Ludovico il Moro e Beatrice d’Este. La sua biblioteca, ricca di oltre 900 codici miniati, subì spostamenti durante l’occupazione francese, finendo in parte in Francia e in parte disperdendosi tra Italia, Europa e Stati Uniti.
Vai sul sito web del Castello Visconteo

Chiesa del Carmine a Pavia: Tesoro di Storia e Architettura

L’origine della Chiesa del Carmine, strettamente legata all’avvio dei lavori della Certosa e alla costruzione del Castello di Pavia, suggerisce la possibile paternità progettuale di Bernardo da Venezia. Le similitudini planimetriche e strutturali con altre opere dell’architetto veneziano, come la chiesa del Carmine di Milano, alimentano questa ipotesi.

Santa Maria del Carmine

La Chiesa presenta una pianta a croce latina con un coro quadrato e un corpo longitudinale suddiviso in tre navate. Il modulo ad quadratum, fondamentale nell’opera di Bernardo da Venezia, conferisce un equilibrio matematico agli spazi interni. Le volte a crociera archiacuta sono enfatizzate da costoloni a toro in cotto, creando un suggestivo contrasto cromatico con l’intonaco chiaro. La torre campanaria, di pianta quadrata, si erge maestosa vicino al coro, mentre la facciata a capanna, con contrafforti rettangolari, riflette l’arte romanica rinnovata in stile neogotico. Sculture di Luigi Marchesi ornano i portali ottocenteschi, conferendo un tocco di eleganza e spiritualità. Internamente, la Chiesa del Carmine presenta affreschi votivi risalenti al Quattrocento, restaurati negli anni Sessanta del Novecento da Ottemi Della Rotta. Questi affreschi, attribuiti a Michelino da Besozzo e al Maestro dell’ancona Barbavara, raffigurano la Madonna col Bambino, santi e donatori. Storicamente, i Carmelitani giunsero a Pavia alla fine del Duecento, stabilendosi inizialmente fuori dalle mura cittadine. Nel 1364, acquisirono la chiesa dei SS. Faustino e Giovita e, intorno al 1370, iniziarono la costruzione della Chiesa del Carmine. Nel corso dei secoli, la chiesa subì interruzioni e trasformazioni, testimoniando così il susseguirsi degli eventi storici a Pavia. Esplora questo tesoro di storia e architettura, immergendoti nella suggestiva atmosfera della Chiesa del Carmine.

Università degli Studi di Pavia: Un'Eccellenza Accademica nel Cuore della Storia

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L’Università degli Studi di Pavia (UniPV), fondata nel 1361, è un prestigioso istituto italiano che può vantare una storia ricca e una reputazione di eccellenza accademica. Nel 2022, è stata riconosciuta dal Times Higher Education come una delle prime 10 università in Italia e tra le prime 300 al mondo.
Le radici dell’UniPV risalgono all’anno 825, quando l’imperatore Lotario I istituì la Schola Papiense a Pavia, creando una scuola di diritto, retorica e arti liberali. La Scuola di Pavia, nata da questa iniziativa, divenne un importante centro di apprendimento nel medioevo, influenzando studenti provenienti da diverse città della Lombardia e dell’Italia settentrionale.
Galeazzo II Visconti, nel 1361, contribuì significativamente alla rinascita dell’ateneo, ottenendo il decreto di fondazione da parte dell’imperatore Carlo IV di Lussemburgo. Nasceva così lo Studium Generale, composto da due Università separate: una per i giuristi e l’altra per gli artisti.
Nonostante periodi di crisi dovuti a eventi storici come l’assedio di Pavia nel 1525 e l’epidemia di peste del 1630, l’UniPV conobbe una rinascita nel XVIII secolo grazie al supporto dei sovrani austriaci Maria Teresa d’Austria e Giuseppe II d’Asburgo-Lorena.
Nel corso del XIX e XX secolo, l’Università di Pavia ha continuato a brillare nell’ambito accademico, producendo figure di spicco come Camillo Golgi, il primo italiano a ricevere il Premio Nobel nel 1906.
Oggi, l’UniPV è un polo di eccellenza con una vasta gamma di facoltà e una storia che si riflette nelle sue maestose strutture. Attraverso periodi di sfide e successi, l’Università degli Studi di Pavia ha mantenuto la sua posizione di prestigio, offrendo ai suoi studenti un ambiente di apprendimento stimolante e arricchente. Esplora l’UniPV e immergiti nell’atmosfera unica di un’istituzione che è veramente un tesoro di storia e sapere accademico.

Le Torri Medievali e la Cripta di Sant’Eusebio: Tesori Storici di Pavia

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Nascoste dietro l’ampio panorama dell’Ateneo, in piazza Leonardo Da Vinci, emergono tre maestose torri medievali: l’Università, l’Orologio e il Maino. Questi imponenti monumenti, insieme ad alcune rare sopravvivenze nel centro storico, costituiscono il patrimonio rimasto dell’antica Pavia dell’Undicesimo secolo, all’epoca conosciuta come la “Città delle cento torri”. Ai piedi di queste torri si trova la Cripta di Sant’Eusebio, un luogo unico che conserva le radici dell’antica chiesa omonima risalente al Settimo secolo, rappresentando uno dei punti focali della conversione longobarda. La Chiesa di Sant’Eusebio, probabilmente costruita dal re longobardo Rotari tra il 636 e il 652 come cattedrale ariana, successivamente divenne il fulcro della conversione al cattolicesimo dei Longobardi. La sua storia intricata è narrata nell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono. La cripta, con il perimetro absidiale risalente al VII secolo, fu ampliata nell’XI secolo durante la ricostruzione della chiesa soprastante. Nonostante le alterazioni subite nel corso dei secoli, la cripta conserva capitelli longobardi che mostrano un distacco dall’arte classica, ispirandosi a forme originali. Questi capitelli, con l’aggiunta di paste vitree o pietre colorate, avrebbero donato un aspetto maestoso. Le volte della cripta, adornate da affreschi di gusto bizantino risalenti alla seconda metà del XII secolo, completano l’atmosfera intrisa di storia.

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La cripta, custodita dai Musei Civici, può essere visitata prenotando attraverso la stessa istituzione. Nel 2018, questo luogo affascinante ha fatto da sfondo per alcune scene del film “Aquile Randagie” di Gianni Aureli, uscito nel 2019. Immergiti nell’incanto di queste testimonianze storiche, incastonate nel cuore di Pavia.

Piazza della Vittoria: Cuore Antico di Pavia

Piazza della Vittoria

Piazza della Vittoria, nota in epoca romana come Platea Magna, costituisce il pulsante centrale della storia pavese. Quest’area vitale si trova al crocevia del cardo e del decumano romano, corrispondenti oggi a Corso Strada Nuova e Corso Cavour.
Originariamente sede del foro di Ticinum durante l’antichità, la piazza ha conservato la sua importanza nei secoli. Attualmente, è animata dal tradizionale mercato cittadino e dal più moderno mercato sotterraneo. Circondata da portici trecenteschi, la piazza offre uno spettacolo incantevole con edifici storici come il Palazzo del Broletto, il Palazzetto “dei Diversi,” e la chiesa sconsacrata di Santa Maria Gualtieri, oggi dedicata a mostre temporanee.
Galeazzo II Visconti plasmò la piazza come celebrazione del potere e della grandezza della sua casata nel Medioevo. Durante questo periodo, la piazza era il luogo centrale per manifestazioni pubbliche, feste, esecuzioni capitali e sfilate militari. La chiesa di San Nicolò della Moneta, situata nelle vicinanze, ospitava la zecca di Pavia durante il Medioevo. La piazza, utilizzata fino agli anni ’60 come sede del mercato, ha visto la sua trasformazione con l’interamento di questa attività in uno spazio coperto.
La denominazione “Piazza Grande” (anticamente Platea Magna) le è stata attribuita per distinguerla dalla vicina Piazza Piccola, posta davanti al duomo cittadino. Questo luogo, con i suoi edifici antichi e la ricca storia, rappresenta il cuore pulsante di Pavia.

Basilica di San Teodoro: Tesoro Artistico e Storico di Pavia

Veduta di Pavia durante l'assedio del 1522, ex voto civico (1522-24).

La Basilica di San Teodoro, eretta nel Dodicesimo secolo sulle fondamenta dell’antica chiesa di Sant’Agnese, si cela tra le strade del centro storico di Pavia. Questo luogo sacro custodisce le reliquie del santo vescovo di Pavia, risalente all’Ottavo secolo, che ora riposa nella cripta sottostante.
Mentre l’esterno della basilica segue uno stile romanico sobrio, l’interno è un vero scrigno di tesori artistici. Affreschi come le “Storie di Sant’Agnese” e la vivace “Storia di San Teodoro” del Cinquecento ornano le pareti, trasformando la basilica in una galleria d’arte sacra. Contribuiscono ulteriormente alla bellezza della chiesa gli affreschi di Bernardino Lanzani, raffiguranti vedute di Pavia nel XVI secolo, che offrono uno spaccato della città arricchito da numerose torri.

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La Basilica di San Teodoro, in stile tardo romanico con mattoni lombardi, presenta una struttura basilicale con tre absidi, di cui quella centrale più profonda. Le tre navate, articolate in tre campate ciascuna, mostrano una copertura a volte a crociera retta da pilastri cruciformi di tipologia romanica. La navata centrale, ampia il doppio delle laterali, dona un senso di maestosità alla chiesa. Il transetto appena accennato è sormontato dal tiburio ottagonale, impreziosito da una lanterna. La storia della basilica affonda le radici nel XII secolo, quando fu costruita sopra una chiesa altomedievale dedicata a Sant’Agnese. Nel corso dei secoli, la chiesa fu oggetto di ristrutturazioni, con gli ultimi restauri avvenuti tra il 1887 e il 1909 che riportarono la struttura alle sue forme originali.

Il Ciclo delle storie di San Teodoro, affrescato da un artista lombardo nel 1514, è uno dei punti salienti della basilica. Questo ciclo di 12 riquadri illustra dettagliatamente gli episodi della vita di San Teodoro, dal suo miracoloso salvataggio della città longobarda dall’assedio di Carlo Magno alla sua elezione a vescovo e alla morte. La scelta di modificare l’esito storico dell’assedio, sottolineando l’identità e l’autonomia della città, rifletteva le incertezze del periodo delle guerre d’Italia.
La Basilica di San Teodoro, oltre a essere un luogo di culto, è un autentico scrigno di storia e arte che permette ai visitatori di immergersi nelle epoche passate e scoprire la ricca identità di Pavia.

Basilica di San Michele Maggiore: Tesoro Storico e Artistico di Pavia

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La Basilica di San Michele Maggiore, il cui primo nucleo risale al VII secolo e fu successivamente ricostruita tra l’Undicesimo e il Dodicesimo secolo a seguito di un devastante incendio, rappresenta un autentico punto di riferimento nella storia longobarda. La sua importanza è testimoniata dall’onore di essere raffigurata sulla prima moneta longobarda coniata e di essere stata scelta come luogo di incoronazione dei Re d’Italia, tra cui Berengario I, Ludovico II e Federico Barbarossa. Questo capolavoro di stile romanico lombardo, parte integrante dell’itinerario culturale del Consiglio d’Europa Transromanica, custodisce oggi una ricca collezione di reliquie distribuite tra l’altare maggiore, la cripta e le cappelle. Tra le preziose reliquie si annoverano la testa di San Barnaba apostolo, parti dei resti di Sant’Alessandro Sauli e San Carlo Borromeo, e un frammento della Croce di Gesù. La basilica presenta due portali distinti, a nord e a sud, e un maestoso transetto, un elemento condiviso con chiese imperiali tedesche come Spira, Magonza e Worms, ma insolito nell’architettura religiosa dell’Italia settentrionale. Questa caratteristica sottolinea il ruolo chiave della basilica nelle incoronazioni reali. Le processioni d’incoronazione avevano inizio nella piazzetta antistante il portale settentrionale (piazzetta Azzani), sulla via Francigena, collegando originariamente la basilica al palazzo Reale. La scritta sull’architrave del portale invitava a pregare Cristo per la salvezza, utilizzando il termine “vota”, tipico delle preghiere rivolte al benessere dell’imperatore. La basilica fungeva da sfondo maestoso per le principali manifestazioni pubbliche, come incoronazioni, feste e sfilate militari. La basilica ospitò anche il cuore di Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, in virtù del suo significativo ruolo storico. L’edificio ha resistito al passare del tempo e ai restauri, preservando così la sua autenticità e il suo impatto storico, artistico e religioso.

Esplorando la Storia del Ponte Coperto e del Monumento alla Lavandaia di Pavia

La storia millenaria del Ponte Coperto, ora simbolo della città, si intreccia con il tessuto urbano fin dall’epoca Romana, quando sorse una struttura primitiva, di cui si possono ancora oggi ammirare i resti.

Monumento alla Lavandaia

Il secondo attraversamento, risalente al 1351 e raffigurato negli affreschi della basilica di San Teodoro, fu un contributo significativo. Purtroppo, la struttura trecentesca, persino lodata da Einstein, non resistette ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e venne sostituita dall’attuale ponte, inaugurato nel 1951, che attraversa maestosamente il fiume Ticino.

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Questo ponte conduce a Borgo Ticino e accoglie il Monumento della Lavandaia, eretto in memoria delle donne che per anni hanno svolto il lavoro di lavandaia lungo le rive del fiume, curando i panni dei pavesi benestanti. Inoltre, il ponte è diventato un’icona cinematografica, comparendo nei film “Il cappotto” (1952) e “Fantasma d’Amore” (1981).

La Leggenda del Ponte Coperto: Un Patto con il Diavolo
Un’affascinante leggenda racconta che nella notte di Natale dell’anno 999, i residenti di Borgo Ticino desideravano raggiungere la messa di mezzanotte in città, ma le barche erano bloccate dalla nebbia. In questo momento critico, un uomo vestito di rosso, il diavolo, offrì di costruire un ponte immediatamente in cambio dell’anima del primo essere vivente a varcarlo. L’arcangelo Michele, intervenuto dalla vicina Chiesa di San Teodoro, riconobbe il diavolo e accettò il patto. Il ponte apparve magicamente, e l’arcangelo fece attraversare per primo un caprone. Infuriato per essere stato ingannato, il diavolo scatenò una tempesta, ma il ponte rimase intatto. I pavesi, riconoscenti, eressero una piccola chiesa al centro del ponte, che divenne noto come il Ponte del Diavolo.
Questa leggenda è parte integrante del fascino e della storia del Ponte Coperto, un luogo che continua a ispirare la cultura di massa, immortalato sul grande schermo in film indimenticabili.

Esplorando la Certosa di Pavia: Un Capolavoro di Spiritualità e Arte

Certosa PaviaFonte:https://www.certosadipavia.it/

La Certosa di Pavia, ufficialmente denominata “Gratiarum Carthusia – Monastero di Santa Maria delle Grazie”, sorge a breve distanza dal comune di Pavia, costituendo un complesso monumentale eretto per volontà di Gian Galeazzo Visconti. La prima pietra fu posta il 27 agosto 1396, con l’intento di creare un luogo sepolcrale per la dinastia e di adempiere a un voto alla Vergine Maria, chiedendo la protezione per i suoi figli e per la seconda moglie Caterina Visconti, che aveva appena dato alla luce una bambina morta.
La costruzione fu affidata inizialmente alla comunità certosina e attualmente è custodita da un piccolo gruppo cistercense. Il complesso richiese oltre un secolo per essere completato, con i lavori conclusi nel 1507 sotto Ludovico il Moro. Gian Galeazzo Visconti, deceduto nel 1402, non vide mai il completamento e le sue ceneri furono traslate all’interno solo nel 1474.
Come molte istituzioni religiose, la Certosa fu soppressa nel 1798 su ordine di Napoleone, subendo saccheggi e distruzioni. Nel 1810 venne chiusa, ma con il Regno d’Italia divenne monumento nazionale. I certosini tornarono al complesso nel 1843 e rimasero fino al 1879.
La Certosa di Pavia fu restaurata prima della Prima Guerra Mondiale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il monastero fu coinvolto nel ritrovamento dei resti di Benito Mussolini, causando uno scandalo che portò i certosini ad abbandonare il luogo. Il monastero fu affidato ai carmelitani e successivamente ai cistercensi nel 1968, che gestiscono oggi il sito.
Dal punto di vista architettonico e artistico, la Certosa di Pavia è un’opera straordinaria che fonde lo stile tardo-gotico e quello rinascimentale. Dai bassorilievi del portale agli affreschi, il complesso è ricco di dettagli. Ospita opere d’arte come il polittico di Pietro Perugino, la Pala di Sant’Ambrogio del Bergognone e la Madonna col bambino e i santi Pietro e Paolo di Guercino.
Il complesso include anche un Museo con una gipsoteca e aree dedicate all’arte pittorica, offrendo ai visitatori un’esperienza straordinaria tra spiritualità e bellezza artistica.

Orari e accessi: https://www.certosadipavia.it

Tourist Infopoint Pavia: La Tua Guida Verso la Bellezza di Pavia

Per esplorare al meglio tutto ciò che Pavia ha da offrire, il Tourist Infopoint Pavia ti accoglie in Piazza della Vittoria (o Piazza Grande), noto come il “salotto buono della città”. Qui, i visitatori possono trovare cartine e pieghevoli gratuiti per scoprire il ricco patrimonio storico-monumentale della città.
Il personale del Tourist Infopoint Pavia è a disposizione per fornire informazioni dettagliate e assistenza su qualsiasi argomento. Che tu stia cercando l’orario aggiornato dei musei, una guida per una visita guidata della città o informazioni sugli eventi del giorno, presso l’ufficio troverai servizi dedicati per arricchire la tua esperienza a Pavia.
Tourist Infopoint Pavia
Piazza della Vittoria, 20/d Tel. +39 0382.399790 – touristinfopoint@comune.pv.it
Informazioni utili Pavia e Certosa
Cartina della città di Pavia – Fronte
Cartina della città di Pavia – Retro
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